Sonia Brunelli

Doma

Federica Forni, costume

Giacomo Gorini, luce

Graziano Versari, arpeggio

 

Prodotto in collaborazione con CanGo Cantieri Goldonetta, Drodesera, Xing, InteatroFestival (l'azione è partecipante al concorso GD'A Cantieridanza)

 

La figura anima un codice di condotta, un cifrario di portamenti fondati sull'assetto fisico e sul movimento degli arti. Un'attitudine particolare di meccanismi, di andature, di modulazioni ritmiche di singoli segmenti scheletrici, di distanze angolari e ribaltamenti di assi nello spazio.

Per il modello la misurazione del terreno è vitalità di un linguaggio imposto o imparato. Un registro di dati, un documento d'informazioni ripetuto. Un replay dove la forza spinge sempre in direzioni contrapposte per sottrazione e per addizione del gesto e del pensiero in movimento. Una registrazione continua della durata, una persistenza del passato nel presente. Un' esistenza logica, matematica, perpetua.

Nell'ingranaggio la figura si condensa, si raccoglie su se stessa, dura. Non c'è un'esperienza databile, non c'è un'espressione del volto che cambia. C'è una resistenza, uno stato o dimensione fisica che sopravvive.

Il motore di queste azioni ha origine nella somiglianza più profonda, in un tratto distintivo che fa ritrovare o emergere dalla figura umana il suo spirito animale. Non interessano combinazioni di forme eccentriche, stravaganti ma fatti comuni all'uomo e all'animale.

La ripetizione numerica dell'arto, esibito più volte e in modi diversi, è una possibilità al superamento della figurazione. Una forma animale e non l'animale come forma.

 

 
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